home Industria, News, Primo Piano, Tecnologia Dal Politecnico di Torino i robot del futuro

Dal Politecnico di Torino i robot del futuro

Un giorno i robot potranno affiancare l’uomo in quasi tutte le attività che ora svolge autonomamente? Sembra che questa domanda non abbia più caratteristiche troppo utopiche: Torino, infatti, potrebbe essere la culla dello sviluppo delle macchine intelligenti del futuro.
Nel settore industriale l’applicazione della robotica è ormai un dato di fatto, ma rimane ancora molto da fare in tanti altri campi come quelli dell’agricoltura di precisione, delle città intelligenti, delle attività di ricerca e salvataggio, sostegno alla vita per anziani e disabili, riabilitazione, indagine archeologica, sicurezza, e tanti altri.
Proprio con l’obiettivo di fornire competenze e conoscenze per lo sviluppo di questo mercato, quello della robotica di servizio, è stato presentato nei giorni scorsi all’Ateneo e agli stakeholders il Centro Interdipartimentale del Politecnico di Torino PIC4Ser – PoliTO Interdepartmental Centre for Service Robotics.

Gli obiettivi del Centro, che vedrà lavorare insieme diversi gruppi di ricerca già attivi nei vari Dipartimenti dell’Ateneo sulle tecnologie abilitanti necessarie per lo sviluppo di questo settore altamente innovativo e multidisciplinare, sono molteplici e ambiziosi: progettare e costruire prototipi di robot capaci di agire in una vasta gamma di ambienti dinamici e dedicarsi a molteplici attività, ma allo stesso tempo essere più semplici da programmare e utilizzare; inoltre sarà importante l’aspetto economico e quello delle dimensioni: i robot del futuro infatti non dovranno avere costi eccessivi e dovranno mantenere dimensioni contenute.

Per citare alcuni scenari più interessanti che si profilano in un futuro non lontano grazie alle attività del Centro, coordinato dal professor Marcello Chiaberge, lo sviluppo di piattaforme mobili innovative con sistemi di locomozione ibridi, robot modulari “soft” e dispositivi biomimetici, ma anche l’attenzione agli aspetti relativi alla salute e allo stile di vita, oltre che alle ricadute economiche, sociali ed etiche (sulle aziende, sul mercato del lavoro, sulla società in generale) relative all’introduzione della robotica di servizio e allo sviluppo di servizi pubblici o privati basati su questa tecnologia emergente.

La progettazione dei robot di servizio avverrà attraverso l’indagine dei ricercatori in tre settori di azione: Percezione e apprendimento autonomo, per permettere al robot di percepire, comprendere, pianificare e navigare nel mondo reale; Manipolazione, cioè il controllo preciso e la destrezza per manipolare oggetti nell’ambiente; Interazione, cioè la capacità del robot di imparare e collaborare con gli esseri umani. Una migliore interazione – incluso il supporto per le comunicazioni verbali e non verbali, l’osservazione e la copia del comportamento umano e l’apprendimento delle esperienze – significa che i robot saranno sempre di più in grado di lavorare a fianco degli esseri umani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *