I numeri della pandemia non permettono un Natale “normale”, perchè con l’ultimo Dpcm possiamo dire che ci aspettano festività all’insegna della prevenzione, con tante regole da rispettare, con pochi intimi e nelle proprie case.
Tra le varie restrizioni ricordiamo che sono vietati gli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio 2021, limitati quelli all’interno del proprio comune di residenza il 24, 25 e 31, e dalle 22.00 alle 05.00 obbligo di coprifuoco.
Non ci sono divieti, invece, per ciò che riguarda i pranzi natalizi e le cene della vigilia, ma si raccomanda vivamente di non accogliere ospiti in casa durante le festività.
Allora una delle soluzioni per stare in compagnia e cautelarsi in vista dell’incontro con parenti più o meno anziani o a rischio, sembra essere il tampone di Natale “fai da te”, in pratica prima del ricongiungimento l’esecuzione di un test rapido per verificare la presenza o meno dell’infezione da Covid.
E’ sufficiente un tampone per stare tranquilli?
L’unica scelta tra i diversi esami diagnostici quello antigenico è in grado di fornire un responso praticamente immediato, con una attendibilità del 90%.
Quindi basterebbe a ridosso dell’incontro effettuare il test e in pochi minuti ottenere il risultato.
Dobbiamo però tenere conto del periodo di incubazione, cioè il tempo che trascorre tra il contatto con il virus e la sua replicazione a livelli rintracciabili dai test diagnostici.
Prima di due o tre giorni dal contagio è infatti remota l’ipotesi che un test (molecolare o antigenico che sia) riesca a individuare il virus, e quindi il risultato negativo non può essere considerato affidabile al 100% (o 90% che sia), a meno di avere l’assoluta certezza di non essere entrati in contatto con Sars-Cov-2 nelle 48/72 ore precedenti.
L’altro limite a questa soluzione sono i costi e le disponibilità di test non infinite e questo utilizzo potrebbe sottrarre risorse diagnostiche per poter individuare persone positive.