Come confermato dai dati diffusi dalla Polizia postale, complice anche la pandemia, nel 2021 c’è stata una notevole impennata dei reati compiuti attraverso il web.
La Polposta negli ultimi anni è fortemente impegnata nel contrasto del cyberterrorismo e in generale dell’estremismo in rete. Nel 2021, sono 39 le persone denunciate perché ritenute responsabili di attività di propaganda jihadista, ovvero legati all’estremismo di destra o a movimenti anarchici. Da quanto si apprende la Polizia postale ha indagato su oltre 117 mila spazi web: tra questi 1.095 con da contenuti illeciti che hanno determinato in 471 casi l’oscuramento. Nell’ambito dei movimenti no vax e no green pass sono state denunciate 101 persone.
Una particolare attività di osservazione è stata svolta per l’individuazione precoce di manifestazioni di piazza non autorizzate: oltre 300 i canali su piattaforme di messaggistica e gli spazi web oggetto di monitoraggio.
Le varie indagini hanno portato alla denuncia in tutto di 86 persone per reati quali il falso, la frode informatica, in un caso con 15 persone protagoniste di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla produzione di certificazioni false mediante violazione dei sistemi informatici sanitari.
Ma continuano a crescere i crimini finanziari. Nell’anno appena terminato si sono registrati ben 126 attacchi informatici ai sistemi finanziari di grandi e medie imprese, per un ammontare complessivo di oltre 36 milioni di euro sottratti illecitamente mediante complesse frodi telematiche.
Gli attacchi alle imprese, con tecniche di social engineering, sarebbero facilitati anche dalla pandemia in corso, soprattutto per l’utilizzo di sistemi di comunicazione per la gestione economica da remoto, conseguenti all’adozione di processi di smart-working.
Un incremento sostanzioso si è verificato anche per i fenomeni di phishing, smishing e vishing, tecniche utilizzate per rubare dati personali e bancari (+27%).
Sono 781 le persone denunciate per un totale di oltre 18 mila reati di furto di credenziali per accesso ai sistemi di home banking, di numeri di carte di credito, di chiavi private di wallet di cryptovalute.
Le attività info-investigative svolte lo scorso anno riguardanti il fenomeno delle truffe online in materia di e-commerce hanno consentito l’individuazione di oltre 3.200 presunti autori deferiti all’autorità giudiziaria.
Sempre più diffusi anche stalking, revenge porn, sextortion. La Polizia postale ha aumentato l’attenzione per individuare questi reati contro la persona, 1.400 i soggetti denunciati. I casi di sextortion, cioè di estorsione a sfondo sessuale, sono stati 984, con un incremento del 54% rispetto al 2020; quelli di revenge porn 225 (+78%) e quelli di stalkin 176 (+23%).
Preoccupazione crescente anche per i casi di sfruttamento sessuale dei minori e di adescamento online. La Polizia in collaborazione con il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online, Cncpo, ha coordinato 5.515 indagini (+70% rispetto all’anno precedente), oltre 1.400 perquisizioni (+ 87%), eseguito 137 arresti (+98%) e denunciato 1.400 persone (+17% rispetto al 2020).
Per quanto attiene l’attività di prevenzione sono stati analizzati oltre 29.000 siti internet, 2.539 dei quali, riscontratone il carattere pedopornografico, sono stati oscurati mediante inserimento nella black list istituita ai sensi della Legge 38 del 2006.
Infine parliamo della truffa dei Green pass falsi. Una vasta operazione degli investigatori ha portato alla scoperta di Green pass “falsi” generati grazie al furto delle credenziali dei farmacisti e il successivo accesso illegale ai sistemi sanitari regionali di Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Calabria e Veneto».
Scoperte anche tecniche utilizzate per produrre i Super green pass, a fronte di vaccini mai effettuati.
Finora 120 falsi green pass sono stati localizzati nelle province di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Bolzano, Como, Grosseto, Messina, Milano, Monza-Brianza, Reggio Calabria, Roma e Trento, ma si ritiene che il numero sia destinato ad aumentare.