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2020: pandemia, smart working e la riscoperta della webcam

Il 2020 è l’anno della pandemia. Un virus che ha anche cambiato il nostro modo di lavorare e il nostro rapporto con il web. Per quanto riguarda la tecnologia, invece, sarà sicuramente l’anno dell’intelligenza artificiale ma anche della riscoperta delle webcam. Si, un oggetto che abbiamo dovuto rivalutare (la prima webcam risale al 1991 per sorvegliare una macchina del caffè) per rimanere in contatto e lavorare, soprattutto nel periodo di lockdown, tramite le varie piattaforme come Skype, Zoom, Whatsapp, GoToWebinar, Goggle Meet.

Le webcam sono andate a ruba, difficili da trovare e di conseguenza i prezzi saliti alle stelle. Davanti al pc, in smart working, abbiamo vissuto 10 mesi in remoto con immagini spesso sgranate, sfocate e con un audio incomprensibile. Abbiamo partecipato a call, webinar e consumato tutto lo streaming possibile ed immaginabile, creando molto spesso una sorta di studio televisivo all’interno della nostra abitazione. A proposito di TV abbiamo visto collegamenti, servizi ed interviste di scarsa qualità audio e video ma che hanno permesso di continuare ad informare, prima di questo periodo inaccettabili.

Insomma questo virus ci ha allontanato e ci ha fatto scoprire che in remoto si può fare tutto o quasi. Nel 2021, però, ci auguriamo di ottimizzare l’utilizzo degli strumenti che abbiamo scoperto, ma anche di poterci confrontare faccia a faccia e poterci nuovamente abbracciare. Secondo uno studio della terapeuta Virginia Satir, dell’University College di Londra, abbiamo bisogno di 4 abbracci al giorno per sopravvivere, 8 abbracci per mantenere il nostro benessere e 12 abbracci per crescere.

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