In controtendenza rispetto al fenomeno che in questi ultimi anni ha privilegiato la vendita dei cellulari a discapito dei telefoni pubblici, una nuova sperimentazione tecnologica è dedicata alle cabine telefoniche. Infatti, se nell’estate 2011 la Telecom era stata autorizzata a rimuoverle tutte entro il 2016, un’inversione di rotta nel loro utilizzo ha fatto sì che venissero rivalutate e valorizzate con nuove funzioni. Il primo prototipo della cabina del futuro è stato progettato e realizzato dall’azienda torinese Ubi Connected in collaborazione con Telecom e sarà installato tra poche settimane a Torino. Oltre a servire per telefonare, le cabine “intelligenti” saranno dotate di dispositivi per navigare in Internet e per accedere ai servizi messi a disposizione dalla città di Torino, per il progetto europeo Smart City, la piattaforma per le città intelligenti. Per quanto riguarda questa iniziativa, definita dal Ministro per l’Università Francesco Profumo “un’opportunità strategica per il sistema della ricerca italiano e per la crescita del nostro Paese”, il capoluogo piemontese è infatti capofila in Italia. Daniela Conti, responsabile della telefonia pubblica di Telecom Italia, ha specificato che si tratta di un progetto in evoluzione, le cui funzioni saranno adattate alle diverse esigenze della città, per dare luogo a “punti di rifornimento tecnologico”. Si pensa infatti di dotare le nuove cabine di telecamere di videosorveglianza, per il controllo e la sicurezza del territorio, e in futuro di impianti di ricarica per i veicoli elettrici. Il tutto a impatto zero e consumo zero: il pannello fotovoltaico sul tettuccio provvederà al fabbisogno energetico dell’installazione. Per usufruire dei servizi si potranno utilizzare monete e tessere. La sperimentazione a Torino durerà un anno e in seguito, in base all’esperienza, si deciderà se estenderla a tutta la Penisola. Gli apparecchi di ultima generazione andranno ad affiancare e non a sostituire completamente le vecchie cabine telefoniche, che sono rimaste circa 700 nel capoluogo piemontese. Enzo Lavolta, assessore all’Ambiente della Città, ha spiegato che il prototipo sarà installato in un luogo “vicino ai giovani, perché siano i primi a sperimentarla e adottarla” e ha invitato i cittadini a diventare utenti del sito Torino Smart City, dove è stata attivata una sezione apposita per lasciare commenti, opinioni e suggerimenti per il miglioramento dei servizi.