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Alessandria si prepara a diventare intelligente e sostenibile con il “Project Financing”

Alessandria si prepara a diventare città intelligente e sostenibile, grazie al “Project Financing” lanciato da Amag e dal Comune.
Cinque le candidature pervenute al Consorzio Amag Servizi per la ricerca del soggetto promotore per il “Project Financing della Città Intelligente“, che consentirà ad Alessandria di diventare una comunità all’avanguardia europea sul fronte dei servizi di illuminazione, ambientali, videosorveglianza, wi-fi, raccolta rifiuti ed efficientamento energetico.

Il presidente del Gruppo Amag, Paolo Arrobbio spiega che nel giro di qualche mese si arriverà alla scelta del progetto più qualificato a cui affidare la realizzazione della ‘Città Intelligente’. Arrobbio sottolinea che:”Si tratta complessivamente di investimenti per circa 25 milioni di euro, completamente in project financing. L’azienda vincitrice della gara si assumerà il rischio d’impresa dell’investimento, realizzando le infrastrutture richieste”.

Alessandria avrà una vera infrastruttura di smart city, attraverso la riqualificazione dell’intero parco degli impianti di pubblica illuminazione, implementando tutti i servizi come ad esempio la connessione Wi-Fi, la videosorveglianza, il monitoraggio di traffico/inquinamento/condizioni climatiche. Insomma, tutti quei servizi che sono inclusi nel concetto di Smart City e di intelligenza artificiale.
Soddisfatto il sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco: “Il futuro di Alessandria comincia oggi, il volto del nostro comune, in centro come in periferia, cambierà completamente”.

Ma Sul progetto Alessandria Smart City non mancano le polemiche. I gruppi consiliari del Partito Democratico e Insieme per Rossa attraverso un comunicato sostengono che si parla di “project financing” anche se in realtà non è così: “Di fatto è un acquisto di beni e servizi con canoni pagati al soggetto che si aggiudicherà la gara, con presunta sostenibilità che si regge sui risparmi fatti con la nuova illuminazione pubblica. Inoltre, portando in Amag la Tari si scarica sul gruppo Amag anche il tasso di evasione”.

Un’operazione definita dai due gruppi di minoranza rischiosissima, peraltro condotta da un Consorzio interno ad Amag che viola il principio del controllo analogo, obbligatorio nei servizi in house providing.

Amag replica: “La procedura è attualmente a uno stadio iniziale. Le proposte presentate devono essere ancora esaminate e deve essere vagliata la fattibilità e la sostenibilità economico finanziaria dei progetti presentati”. I legali di Amag agiungono: “Ogni polemica è quindi del tutto sterile e priva di fondamento”.

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