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Ancora poco accessibili i siti web per i disabili, arriva il decalogo per migliorare

Sono 65 le aziende della provincia di Torino che hanno aderito a “Web Abile”, il progetto nato per promuovere lo sviluppo di siti web accessibili alle persone in condizione di svantaggio. La tematica dell’accessibilità e usabilità è oggi strategica, in quanto coinvolge almeno un terzo della popolazione italiana, come dimostrano questi dati:

· i dati Onu parlano di più del 10% della popolazione mondiale affetta da qualche disabilità, utilizzando diversi criteri di valutazione;

· in Italia si contano circa 3 milioni di persone adulte disabili (dati Istat), che corrispondono a circa il 5% della popolazione;

· gli anziani rappresentano più del 20% della popolazione e sono in forte crescita;

· il numero degli immigrati è in costante aumento.

Il progetto, realizzato da Asphi Onlus e Informatici Senza Frontiere con il coordinamento della Fondazione Torino Wireless e il sostegno finanziario della Camera di commercio di Torino, ha permesso innanzitutto di sensibilizzare le piccole e medie imprese sull’utilità di rendere più accessibili i propri siti web.

Oltre alle 65 imprese che hanno effettuato il test di autovalutazione del proprio sito web, sono stati 15 i siti aziendali sottoposti a prove pratiche di usabilità, svolte da persone con diverse disabilità.

Principali risultati

Le 65 imprese, micro e piccole in maggioranza, che hanno effettuato il test di autovalutazione del proprio sito web hanno ricevuto un primo feedback relativo al soddisfacimento dei requisiti tecnici previsti dalle linee guida dell’accessibilità pubblicate dal World Wide Web Consortium (W3C) e la conformità ai requisiti indicati nella legge Stanca (n. 4/2004).

I risultati mostrano una realtà ancora da migliorare: solo il 50% delle imprese fornisce strumenti di supporto per la navigazione (mappe del sito, motori di ricerca, percorsi di navigazione), il 60% non ha forme alternative di presentazione (sottotitoli, audio descrizioni, trascrizioni dei contenuti). Il 30% non pone attenzione all’accessibilità degli allegati.

Sono stati 15, invece, i siti web aziendali sottoposti a prove pratiche di usabilità, svolte da persone con diverse disabilità, con lo scopo di raccogliere le impressioni d’uso da parte di utenti con esigenze particolari, ovvero con disabilità visive (non vedenti, ipovedenti), uditive e motorie (difficoltà nell’uso delle mani), per trarre indicazioni di possibile miglioramento della reale usabilità del sito.

I siti web sono stati selezionati con l’intento di massimizzare l’eterogeneità di settore merceologico e dimensione, includendo aziende a conduzione familiare, pubbliche, di produzione, no profit, e-commerce etc. Nessuno di questi siti web è risultato completamente rispondente ai requisiti W3C. Tra i problemi evidenziati più frequentemente, l’insufficiente contrasto fra testo e sfondo, la mancanza di modalità di navigazione alternative al mouse, la presenza di immagini non descritte. Il 30% delle aziende ha tuttavia dichiarato di voler modificare il proprio sito in base alle indicazioni ricevute dai test.

Anche il sito della Camera di commercio di Torino è stato oggetto della sperimentazione e pur essendo un sito web molto articolato e complesso, ha soddisfatto oltre l’80% dei requisiti. Sulla base anche delle osservazioni del progetto Web Abile, nella seconda metà del 2012 sono stati messi a punto alcuni interventi volti a migliorare l’accessibilità delle pagine camerali dove necessario.

Il decalogo

Grazie alla sperimentazione e all’attività divulgativa in eventi e fiere tematiche dell’ultimo anno, è stato realizzato il Decalogo dell’accessibilità rivolto alla web community piemontese (sviluppatori, web agency, web master, ecc.) per sensibilizzare sulla “necessità” e sull’utilità di investire in accessibilità e usabilità.

Tra i principali consigli, la necessità di investimento in formazione specifica sulle tematiche dell’accessibilità/usabilità.

La sperimentazione ha consentito, infine, anche di trasferire le competenze di Asphi in tema di analisi di usabilità/accessibilità a sette soggetti disabili torinesi che potranno svolgere in futuro il ruolo di verificatori dei siti web. A tal fine, il Comune di Torino attraverso il servizio Passepartout, ha individuato nella cooperativa sociale il Pun.to la struttura che ha coinvolto i disabili nelle sessioni formative (suddivise per tipologia di disabilità) curate da Asphi.

Nel 2013 il Progetto Web Abile sarà esteso ad un maggior numero di imprese e sarà rafforzata l’attività di sensibilizzazione nei confronti delle imprese del territorio sulla problematica dell’accessibilità e usabilità dei siti web e dei benefici di carattere sociale, economico e tecnologico che l’adozione di semplici accorgimenti può comportare.

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