“Le radiofrequenze associate ai cellulari “sono potenzialmente cancerogene per gli essere umani”. Lo ha dichiarato l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità. I telefonini entrano dunque ufficialmente nel gruppo 2B, una lunga lista nella quale figurano 266 agenti (nella classe A ci sono le sostanze cancerogene accertate, in quella 2A quelle probabilmente cancerogene, in quella 2B quelle possibilmente cancerogene). Significa che smartphone e cellulari, forse, fanno un po’ male, come caffè e sottaceti ma anche pesticidi e benzina, nella stessa categoria. La valutazione della Iarc non è basata su nuovi dati ma sull’analisi di centinaia di articoli scientifici pubblicati negli ultimi anni, per stabilire una relazione di “causa-effetto” tra la comparsa di forme tumorali e tre tipi di sorgenti elettromagnetiche: radar e microonde (esposizione occupazionale); radio, tv e altri dispositivi wireless (esposizione ambientale); telefonia mobile (esposizione personale). Mentre nei primi due casi non sono emerse prove sufficienti, nel caso dei telefonini l’evidenza è stata giudicata “limitata”, per quanto riguarda il glioma (una rara forma di tumore maligno al cervello) e il neurinoma acustico (il tumore del nervo uditivo). Per tutti gli altri tipi di tumore (leucemie e linfomi sono tra questi) l’evidenza è “inadeguata” per trarre conclusioni. Che cosa significa? Che “potrebbe esserci qualche rischio e dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il link tra cellulari e rischio di tumori”, ha detto Jonathan Samet, della University of Southern California, che ha presieduto i lavori della Iarc.