
Ripartono gli incontri mensili dei “Mercoledì di Nexa” con un’introduzione al tema del “cloud computing”. Il primo appuntamento è mercoledì 8 settembre 2010, dalle 18.00 alle 20.00, al Centro di ricerca Nexa del Politecnico, in corso Trento 21 a Torino. Tramite l’etichetta “cloud computing” si denota un insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo via Internet di risorse hardware e software remote. In pratica, tramite il proprio browser web (o altri tipi di software), l’utente è in grado di utilizzare applicazioni e di accedere a dati che non si trovano sul proprio computer, ma da qualche parte online, in una non meglio definita “nuvola” di computer. Un esempio molto noto di “cloud computing” sono i servizi di “webmail”, come Google Gmail. Col paradigma del “cloud computing”, la natura di azioni come creare o modificare testi, riprodurre musica o video o condividere fotografie cambia radicalmente. Una parte crescente dei dati che ogni utente genera, infatti, ma anche dei programmi che lo stesso utente utilizza, si sposta online. Il software non è più un prodotto che espande le potenzialità del proprio computer, ma un servizio cui si accede tramite Internet. E le proprie informazioni non sono più immagazzinate in file facilmente individuabili sul proprio disco fisso, ma scomposte in uno o più database di incerta collocazione geografica. Ed ecco che, mentre i nostri dati diventano accessibili ovunque e nascono nuovi modelli di business (spesso in grado di offrire gratuitamente agli utenti programmi e servizi prima costosi o semplicemente inesistenti), sorgono anche nuove domande che riguardano privacy, controllo, sicurezza, interoperabilità e, in ultima istanza, potere e libertà online. Tecnologie all’avanguardia, nuove strutture di costi, complessi intrecci di giurisdizioni concorrono dunque a generare domande, cui è impossibile dare una risposta, in assenza di un approccio multidisciplinare, che unisca (almeno) conoscenze tecnologiche, giuridiche ed economiche. La scenario è in rapidissima evoluzione. In particolare, si stanno moltiplicando le iniziative volte a riportare almeno parte del controllo nelle mani degli utenti, dal progetto Diaspora (www.joindiaspora.com), il social network distribuito e in software libero, il cui primo rilascio è previsto per il 15 settembre, al progetto Data Liberation Front di Google (www.dataliberation.org), volto a rendere facile il trasloco dei propri dati dai servizi cloud del gigante di Mountain View. Juan Carlos De Martin, co-direttore del Centro Nexa su Internet e Società, illustrerà l’argomento confrontandosi con Marco Ricolfi, co-direttore del Centro, i fellows, lo staff e tutti coloro i quali vorranno intervenire nel dibattito. L’ingresso è libero.