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Federmanager presenta nuovo contratto di lavoro

SOD_6220A Torino, il Presidente di Federmanager Torino, Massimo Rusconi, il direttore generale di Federmanager, Mario Cardoni ed il direttore di Federmanager Torino, Roberto Granatelli, hanno illustrato il nuovo contatto di lavoro nazionale, scaduto a fine 2013, e firmato tra Federmanager, che rappresenta a Torino e provincia oltre 6.000 iscritti dirigenti e quadri apicali, e Confindustria.

L’accordo è stato raggiunto il 30 dicembre, dopo mesi di difficili trattative. Ferdermanager è riuscita a mantenere un importante ruolo del contratto collettivo, insieme a avere reso, per la prima volta, obbligatoria la retribuzione variabile per i nuovi dirigenti e per quelli in itinere.

Il nuovo Ccnl della categoria interessa circa 80mila dirigenti d’aziende industriali. Per la maggioranza di essi, oltre l’80 per cento, quelli cioè con una retribuzione annua lorda superiore agli 80mila euro, sono stati confermati sia il regime degli aumenti di anzianità, sia l’istituto della indennità di trasferta. Entrambi questi punti erano stati fortemente messi in discussione dalla delegazione imprenditoriale e spesso dalle stesse aziende. Per quanto concerne invece il livello retributivo di ingresso in categoria è stato portato da 63mila a 66mila euro lordi l’anno e per la prima volta si è resa obbligatoria la retribuzione variabile per i nuovi dirigenti e per quelli in itinere posizionati sui trattamenti minimi di garanzia. Si è così esplicitato l’importante principio che la retribuzione di un dirigente è composta da una quota fissa e una variabile. Federmanager ritiene quest’ultimo punto fondamentale per l’associazione di rappresentanza dei manager, perché non si può parlare tanto di meritocrazia se poi non vi è il modo di applicarla. E la meritocrazia si applica quando leghiamo una parte importante della retribuzione ai risultati personali e aziendali.

Di questo e molto altro parlano i direttori Federmanager Cardoni e Granatelli al microfono di Orlando Ferraris.

Ascolta l’audio qui di seguito

 

Si è anche conseguito un soddisfacente compromesso in tema di condizioni per la risoluzione del rapporto di lavoro, ponendo molta importanza al tema del welfare. Si sono create le premesse per costituire un fondo bilaterale tra imprese e dirigenti per aiutare i colleghi che perdono il lavoro. Già nel 2016 la categoria dei manager d’azienda disporrà di circa 18 milioni di euro per garantire tutele sanitarie e assicurative per un massimo di 12 mesi, ma in particolare per finanziare politiche attive che aiutino il manager che ha perso il posto di lavoro a ricollocarsi.

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