Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso Italia Lavoro e in collaborazione con Federmanager, Manageritalia e la Regione Piemonte, ha messo a disposizione fondi per le imprese che contribuiscono al reinserimento dei dirigenti e quadri. L’iniziativa, riprendendo quanto già fatto nel 2011, prevede incentivi per le aziende che procedono all’assunzione di figure apicali e, parallelamente, sono riservate risorse a chi intende creare impresa. Un riconoscimento dell’importanza della managerialità per la crescita, atto a promuovere la competitività delle aziende attraverso incentivi che potranno arrivare fino a 28 mila euro. Nell’attuale situazione economica un’azione di questo tipo è di sicuro interesse, in quanto garantisce alle imprese la possibilità di avvalersi di alte professionalità per aumentarne la competitività con l’inserimento di dirigenti e quadri momentaneamente disoccupati e in più contribuisce ad incentivare l’autoimprenditorialità dei manager.
Al fine di far conoscere le misure attivate, illustrando i contenuti e le modalità di fruizione dei finanziamenti e per ascoltare il parere delle istituzioni, degli imprenditori e dei dirigenti, Federmanger Torino e Manageritalia hanno organizzato, mercoledì 3 luglio, un seminario a Palazzo Chiablese.
Massimo Rusconi, Presidente Federmanager Torino, ha introdotto il tema: “In Italia ci sono ampi margini di miglioramento. Si discute sul come fare e su questo tutti hanno delle ricette. Quella di Federmanager è partecipare alle sorti del Paese mettendoci di più al servizio delle imprese e a disposizione dei legislatori impegnati a cambiare le regole del mercato del lavoro. Questo incentivo va in questa direzione. Il bonus dato a chi assume può essere un espediente per l’ingresso in azienda di un manager e può trasformarsi in un valore aggiunto perché – da un lato – gli imprenditori hanno l’opportunità di avvalersi di know how specializzato mentre i dirigenti possono misurarsi in start up anche con forme minime di azionariato”.
Silvio Tancredi Massa, Presidente Manageritalia Torino, si è soffermato sulla possibilità di un ricambio generazionale fra manager over 50 e giovani fino a 25 anni, a 29 se in possesso di laurea. “Lo schema prevede che il lavoratore ‘maturo’ possa scegliere di passare a un contratto part time, a fronte del sostegno pubblico che garantisce l’integrazione contributiva da un minimo di 12 a un massimo di 36 mesi, fino al momento della pensione. L’azienda, invece, si impegna ad assumere un giovane lavoratore con contratto a tempo determinato o in apprendistato. L’intesa, poi, prevede che il lavoratore anziano possa affiancare il giovane con una funzione di tutormentor e che la Regione Piemonte possa integrare l’intervento per l’accompagnamento alla pensione”.
Per presentare i contenuti e le modalità di fruizione del finanziamento sono intervenuti Paolo Marin, Referente regionale “Welfare to work” Italia Lavoro, e Franco Chiaramonte, Direttore Agenzia Piemonte Lavoro. “8.827 sono i possibili destinatari dell’azione: dirigenti e quadri privi di occupazione dipendente (dato aggiornato ad aprile 2013), con una cessazione da rapporto di lavoro avvenuta nel 2012” ha precisato Marin.
“Sono ritenuti validi solo alcuni motivi di cessazione – ha aggiunto il direttore Chiaramonte – eliminando i seguenti: dimissioni del lavoratore, risoluzione consensuale, decadenza dal servizio, decesso, pensionamento, licenziamento per giustificato motivo durante il periodo di formazione, recesso con preavviso al termine del periodo formativo”.
Sul tema ‘mettersi in proprio’ è intervenuta Susanna Barreca, Responsabile Ufficio Autoimprenditorialita della Regione Piemonte. “Negli ultimi anni di auto imprenditorialità ne abbiamo vista davvero tanta come Direzione Lavoro. Il nostro obiettivo è creare occupazione sostenendo, con l’accompagnamento, chi fa il business plan. Sono attivi ben dieci sportelli in provincia. L’impresa ha bisogno di sostegno non solo nella fase di avvio ma anche in quella di acquisizione di investimenti e in questa direzione vanno le misure di autoimpiego”. Mercato del Lavoro, opportunità di sviluppo e innovazione nelle situazioni di crisi sono i temi affrontati anche da Massimo Richetti, Unione Industriale Torino. “Gli incentivi male non fanno, anche se altri interventi sarebbero opportuni, soprattutto nell’ottica di creare un quadro che generi nuova occupazione. Nonostante la riforma Fornero, il contratto a progetto qui ha una sua funzionalità. Un altro aspetto significativo di questa iniziativa è che, anche qualora ci siano regioni in cui il flusso di domande risulti maggiore, questo non andrebbe ad erodere lo stanziamento totale”.
Carlo Alberto Carpignano, Direttore Ascom Torino, ha rimarcato come “gli incentivi da soli non bastino per creare nuova occupazione ma servano interventi più strutturali. A preoccupare, inoltre, è il tema della burocrazia: le modalità di adesione al fondo ad alcuni potrebbero sembrare complicate. E in un’ottica di interventi futuri, anche il tema dell’accesso al credito va tenuto in considerazione”.
Raimondo Giglio, API Torino, ha concluso l’incontro affermando che: “Le piccole aziende che vogliono inserire un manager vanno affiancate nella ricerca di queste figure professionali. Chi non ha mai usufruito di tali competenze andrebbe assistito da consulenti esperti o tecnici”.
Dal sito www.agenziapiemontelavoro.it si possono scaricare le slide proiettate durante l’incontro con tutte le indicazioni utili.