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ICT: bando europeo finanzia due scommesse del Politecnico di Torino

Il Politecnico di Torino è l’unico soggetto italiano ad essere partner ufficiale in tre progetti, scelti dall’Unione Europea come  vincitori del bando ICT FET Flagships, il più importante programma comunitario nel settore delle Future and Emerging Technologies per il periodo 2013-2023. Sei le proposte presentate alla Commissione Europa a Bruxelles ma solo tre sono risultate vincenti: ” FuturICT”, “Human Brain Project” e “Graphene”.

Un supercomputer che simulerà pensieri e emozioni umane e nuove tecnologie legate all’utilizzo del grafene, nanomateriale che rivoluzionerà l’ICT: sono queste le due “scommesse” su cui l’Unione Europea ha deciso di investire in maniera prioritaria nel prossimo decennio, attribuendo ai progetti “Human Brain” e “Graphene” il finanziamento da 54 milioni di euro ciascuno nei prossimi 30 mesi, che proseguirà con un’ulteriore attribuzione di circa 1 miliardo di euro a progetto in 10 anni all’interno del nuovo programma di ricerca e sviluppo tecnologico “Horizon 2020”.

La selezione è stata fatta a partire da sei proposte, ognuna delle quali coinvolgeva numerosi partner accademici e del sistema socio-economico in tutta Europa.

“L’attribuzione di questi finanziamenti all’Ateneo è un grande risultato per il Politecnico, che sarà così in prima linea nella ricerca scientifica di avanguardia europea dei prossimi anni”, commenta il rettore Marco Gilli. “La Comunità Europea ha deciso di concentrare le risorse su questi due progetti strategici e multidisciplinari e il fatto di essere presenti in entrambi i partenariati testimonia la capacità dell’Ateneo di partecipare con successo a grandi progetti collaborativi, per altro in settori di eccellenza e competitivi nella ricerca di frontiera che mettono in campo competenze interdisciplinari tecniche, ma anche legate alle scienze di base e della vita. Tutti settori sui quali l’Ateneo sta puntando molto e con ottimi risultati, come in questo caso”.

L’obiettivo del progetto Human Brain è trovare entro il 2023 nuove cure per le malattie mentali attraverso un simulatore che riprodurrà integralmente un cervello umano, emozioni comprese. Il progetto, coordinato a livello europeo dal Brain Mind Institute dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, si propone infatti di riprodurre un “cervello artificiale” grazie all’uso di supercalcolatori.

Il cervello umano si comporta infatti come un computer super performante, energeticamente autonomo, capace di ripararsi da solo e di auto apprendere. La scienza, allo stato attuale, ha compreso moltissimi aspetti del funzionamento del cervello, e dall’altra parte ha sviluppato macchine di calcolo potentissime. Mettendo insieme le conoscenze che i ricercatori hanno acquisito ed acquisiranno sul funzionamento delle molecole, dei neuroni, dei circuiti neuronali e quelle sui più potenti database attualmente sviluppati grazie alle tecnologie ICT, si può costruire un simulatore biologicamente molto dettagliato dell’intera attività del cervello umano.

Il contributo del gruppo del Politecnico di Torino si inquadra nel filone di ricerca relativo alla progettazione di un hardware neuromorfico, cioè sistemi elettronici di calcolo in grado di riprodurre alcune delle funzionalità di base del cervello umano. In particolare, le ricerche svolte dal Politecnico si focalizzano sullo sviluppo di nuove soluzioni architetturali, componenti e dispositivi nanoelettronici, e le relative metodologie di progettazione automatica, che verranno utilizzati nel contesto della piattaforma di simulazione HBP al fine di migliorarne le prestazioni (quantità di dati trattabili, velocità e capacità di calcolo).

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