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Navigare sicuri, corsi online e nelle scuole

Sono iniziati gli appuntamenti mensili della polizia postale in 100 scuole di 100 province italiane per insegnare agli studenti a navigare sicuri e ad utilizzare consapevolmente internet e le tecnologie.

Il corso, che durerà fino a maggio, si chiama “Buono a sapersi” e per tutti coloro che non potranno partecipare le lezioni si troveranno anche online in hangout su Google+ (videochat face to face).

L’obiettivo dei workshop è quello di insegnare agli studenti come sfruttare le potenzialità di internet senza incorrere nei rischi connessi alla violazione della privacy, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti e pericolosi per sé e per gli altri.

Navigare in sicurezza e gestire i propri dati online è una necessità degli utenti emersa anche da un’indagine realizzata da Duepuntozero Doxa per conto di Google. Secondo quanto rilevato, il 79% degli utenti di internet manifesta qualche timore nell’uso del mezzo ed il 95% di questi identifica i timori nella paura di un utilizzo improprio dei suoi dati: furto di identità, paura che qualcuno usi i dati per compiere frodi, timore che qualcuno effettui acquisti online con i nostri soldi sono le preoccupazioni maggiori.

L’indagine mette però in evidenza anche come gli utenti considerino trasparenza e controllo la ricetta per superare queste preoccupazioni.

Circa 3 utenti web su 4 indicano questi come fattori chiave per la gestione della propria privacy online.

“L’importanza del progetto va ricercata nell’informazione data agli studenti che devono imparare a gestire uno strumento molto potente che offre grandi opportunità ma che, come tutti gli strumenti veloci, è facile veicolo di amplificazione di rischi” – ha dichiarato Paola Capozzi, dirigente del compartimento polizia postale e delle comunicazioni per il Piemonte e la Valle d’Aosta.”La nostra collaborazione risale al 2010 con il progetto “Non perdere la bussola” e, forti dei risultati ottenuti con questa iniziativa, che rientra nel modello di sicurezza partecipata a cui la Polizia di Stato si sta ispirando da diversi anni, abbiamo deciso di rafforzare questa collaborazione. Partendo dai banchi di scuola possiamo contribuire a formare una generazione consapevole e responsabile di potenzialità e rischi della Rete”.

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