Supportare le aziende agricole nella lotta alle zanzare? Dopo anni di studi sul tema oggi è finalmente diventato possibile. Il merito è di PBK, una startup dell’incubatore I3P del Politecnico di Torino. I giovani ingegneri Carlo Ferro e Roberto Grassi, coordinati dal general manager professore Antonio Carlin, hanno messo a punto PBKopter, prototipo di drone UAV che risponde alle moderne esigenze dell’agricoltura di precisione basate sull’osservazione, la misura e l’azione selettiva sulle coltivazioni. Il drone, molto leggero e con dimensioni contenute, risulta particolarmente idoneo ad intervenire nella lotta mirata alle zanzare, aumentando l’efficacia dei trattamenti.
Come tutto è nato
PBK nasce nell’ottobre del 2015, ma ci mette pochissimo ad imboccare la strada giusta. Ed è un’idea che si genera dall’incontro fra Carlo Ferro, Roberto Grassi e Antonio Carlin, tutte persone provenienti da ambienti diversi che decidono di sperimentare un progetto nuovo, innovativo e improntato a supportare le aziende agricole. Il Politecnico di Torino gioca un ruolo chiave nella nascita di PBK, perché I3P crea il terreno adatto per immergersi in una realtà tutta nuova. Per la rubrica di Zipnews Innovazione #startupdelmese è Roberto Grassi, l’ideatore del progetto, a svelare qualche retroscena interessante su PBK: «E’ stata un’idea mia, condivisa con i miei due soci, che hanno avuto il grande merito di supportarmi in un’impresa che oggi sta cominciando a regalarci delle grandi soddisfazioni. Io e Carlo in particolare arriviamo dallo stesso mondo, quello dell’agricoltura, che ci ha messo nelle condizioni di dedicarci all’ambito dei campi».
Di che cosa si tratta
PBK, per cercare di salvare le coltivazioni estive dall’assalto delle zanzare, ha sperimentato PBKopter, un prototipo di drone Uav in grado di rispondere alle esigenze dell’agricoltura di precisione basate sull’osservazione, la misura e l’azione selettiva sulle coltivazioni. Ed è Grassi a spiegare il funzionamento dell’apparecchio sperimentato e implementato dalla Startup: «Il drone è molto leggero, ha dimensioni contenute ed è perfetto nella lotta mirata alle zanzare e aumenta l’efficacia delle disinfestazioni. Inoltre, ci permette di rispettare l’ambiente: i trattamenti mirati consentono di utilizzare solo la quantità di fitofarmaci necessari a garantire l’efficacia dell’azione, senza dispersioni nell’aria o a terra, con contenimento dell’inquinamento anche acustico». In questa maniera, concentrandosi sull’agricoltura di precisione, PBK si è imposta come Startup innovativa e funzionale a risolvere uno dei problemi più seri che riguardano le coltivazioni agricole.
L’obiettivo
l’innovazione di PBK permette di rispettare l’ambiente: i trattamenti mirati consentono di utilizzare solo la quantità di fitofarmaci necessari a garantire l’efficacia dell’azione, senza dispersioni nell’aria o a terra, con contenimento dell’inquinamento anche acustico. Grassi però, oltre ad analizzare il presente, guarda oltre: «Il nostro obiettivo è quello di firmare delle convenzioni con le amministrazioni comunali, stiamo già lavorando con parecchi Comuni interessati al progetto. Questa può diventare una rivoluzione nell’agricoltura di precisione e garantirà meno problemi a tutti. Ora vogliamo spostarci nelle città, con disinfestazioni mirate. Dobbiamo fare in modo che il nostro velivolo possa essere utilizzato sui campi con sempre maggior precisione e con un controllo accurato. Dal punto di vista normativo l’ulteriore step da fare sarà quello di garantire che il drone sparga esattamente ciò che dice di spargere, per fare in modo di eliminare eventuali errori nello spargimento dei fitofarmaci».