I carabinieri di Torino hanno sgominato un’organizzazione criminale romena specializzata in furti di identità e dati sensibili in rete. Truffate centinaia, forse migliaia di persone. L’indagine è iniziata nel 2010 a carico di alcuni soggetti responsabili di ricettazione. In particolare, l’indagine ha evidenziato l’esistenza di una organizzazione che – attraverso l’illecita raccolta dei codici di accesso ai conti postali della vittime – effettuava trasferimenti di denaro da IP esteri (indirizzo IP: un numero che identifica univocamente un dispositivo collegato a una rete che utilizza Internet Protocol come protocollo di comunicazione. Un indirizzo IP assolve essenzialmente a due funzioni principali: identificare un dispositivo sulla rete e di conseguenza fornirne il percorso per la sua raggiungibilità da un altro terminale o dispositivo di rete in una comunicazione dati a pacchetto) dai conti delle vittime a postepay attivate all’occorrenza da persone disponibili. Il denaro trasferito veniva immediatamente incassato dai membri dell’organizzazione che dividevano i profitti, mentre ai financial manager, che avevano consentito il buon esito dell’operazione, veniva corrisposta una “retribuzione” minima. I financial manager risultano quindi essenziali all’operazione illecita e, inevitabilmente, destinati ad essere identificati per primi. A fronte del minimo guadagno percentuale si espongono a un celere riconoscimento perché al momento dell’attivazione della carta devono fornite all’ufficio le loro generalità. È emerso dalle indagini che i financial manager sono tutti giovani romeni di modeste condizioni economiche. Spesso studenti o disoccupati. A loro per tale ruolo è stato contestato il reato di ricettazione.
Grazie alle indagini dei carabinieri, durate due anni, sono stati arrestati sei romeni, due sono latitanti, e identificati 60 financial manager. Questi ultimi saranno giudicati separatamente e rivestono la qualifica di imputati di reato connesso.
L’organizzazione provvedeva al riciclaggio di ingenti somme di denaro che venivano sottratte da carte postepay intestate a persone residenti in diverse regioni italiane. Le somme “spillate” on line alle vittime, venivano convogliate su carte postepay intestate a complici romeni che agivano quali financial manager. Quest’ultimi avevano il compito di incassare il denaro e di consegnarlo agli affiliati.