Si chiama “Disarmadillo” il robottino che verrà impiegato in Somalia e Afghanistan. E’ il primo progetto su cui lavoreranno i dodici istituti tecnici e professionali della nuova Rete torinese per la meccatronica e la robotica. Capofila del progetto è l’istituto Galilei di Torino. Partecipano: Avogadro, Ferrari, Majorana di Grugliasco, Grassi, Magarotto, Moro di Rivarolo, Olivetti di Ivrea, Pininfarina, Plana e Zerboni. Ciascuno lavorerà a una parte del progetto. Il robottino servirà a sminare i terreni e poi a rimetterli a coltura. “Disarmadillo” ha origine nel dipartimento di Robotica dell’Università di Genova, con la tesi di dottorato di ricerca di Emanuela Cepolina e la collaborazione della professoressa Rezia Molfino, madre della robotica italiana.
Gli istituti avranno presto a disposizione i laboratori di robotica al centro del protocollo siglato nei giorni scorsi tra Camera di Commercio, Unione Industriale-Amma, Ufficio scolastico regionale, Provincia, Regione, Politecnico, Ipsia Galilei. Il progetto partirà non appena arriveranno le prime celle al Galilei di Torino e all’Olivetti di Ivrea.