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Tumori al pancreas: vaccino sperimentale blocca progressione, sviluppato alle Molinette di Torino

I ricercatori del centro ricerche in Medicina Sperimentale (Cerms) dell’ospedale Molinette di Torino hanno sviluppato un vaccino che rende possibile bloccare la progressione del tumore al pancreas, una delle neoplasie più aggressive tra i tumori solidi.
Questo studio, che sarà pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale Gastroenterology, pone le basi per una nuova strategia terapeutica in questo tumore, basata sulla vaccinazione a DNA, con la concreta possibilità di allungare la vita ai pazienti e di migliorarne la qualità.

Quattro anni di studi compiuti a Torino dal gruppo del professor Francesco Novelli e della dottoressa Paola Cappello hanno dimostrato che la somministrazione di un pezzo di DNA, che codifica per la proteina umana alfa-enolasi in topi geneticamente predestinati a sviluppare spontaneamente il tumore al pancreas, aumenta di circa un terzo la loro sopravvivenza media (140 giorni su 330 giorni di sopravvivenza media).

La modalità di somministrazione del vaccino a DNA codificante alfa enolasi prevede l’inoculo intramuscolo seguito da una piccola scarica elettrica di pochi Volt, fenomeno noto come elettroporazione, che facilita l’entrata del DNA nelle cellule e la sua successiva produzione come proteina. L’idea di utilizzare alfa enolasi per scatenare una risposta immunitaria contro il tumore del pancreas è nata dai precedenti studi nel Laboratorio del professor Novelli, in cui si è osservato che alfa-enolasi è capace di indurre sia la produzione di “anticorpi spia” nei pazienti con tumore pancreatico in grado di svelarne precocemente la presenza, sia di attivare i linfociti T capaci di riconoscere ed uccidere il tumore pancreatico.

Lo studio ha dimostrato che la vaccinazione a DNA contro alfa enolasi induce almeno quattro meccanismi distinti che collaborano e che integrandosi determinano il rallentamento della progressione del tumore pancreatico. Una speranza in più per gli oltre 11.000 mila nuovi malati che ogni anno si ritrovano con una diagnosi di tumore al pancreas. Malgrado la relativa scarsa incidenza la mortalità per tumore pancreatico resta elevata, anche perché si tratta di una forma resistente alla radio ed alla chemioterapia: la sopravvivenza a cinque anni di distanza dalla scoperta della malattia non supera il 2-5 per cento dei casi. E nell’80 per cento delle situazioni la diagnosi viene fatta quando le metastasi sono già in circolo, al punto che soltanto il 15 per cento dei pazienti viene sottoposto ad un intervento chirurgico.

La vaccinazione contro alfa enolasi potrebbe essere utilizzata o come trattamento post-chirurgico o come neo-adiuvante in combinazione con la chemioterapia o la radioterapia per pazienti con carcinoma pancreatico.

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