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Una mummia sottoposta a tomografia computerizzata al J Medical di Torino

La moderna tecnologia viene ancora una volta in aiuto degli archeologi impegnati ad indagare i remoti segreti delle antichissime civiltà del passato. Infatti, sabato 23 novembre 2019, all’interno dei laboratori del J Medical di Torino, è stata eseguita la prima tomografia computerizzata con acquisizione “spirale multislice” del corpo di una mummia, risalente al 2500 a.c., che appartiene alla collezione egizia del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino.

Il reperto oggetto di studio è stato rinvenuto nel 1920, insieme ad altre ventitre mummie della medesima collezione, all’interno del sito di Gebelein nell’Alto Egitto, e si trovava custodito al Centro di conservazione e restauro della Venaria Reale.

Si tratta di una delle mummie più antiche dell’antico egizio e rappresenta un ritrovamento eccezionale in quanto, proprio grazie alle moderne tecnologie, è ora possibile analizzare il reperto senza intaccarne in alcun modo il suo stato di conservazione attraverso la realizzazione di immagini computerizzate e di scansioni.

Questo tipo di studi rappresenta un’opportunità unica di ricerca e la speranza dei ricercatori è che si possa rivelare un valido strumento di indagine anche nell’analisi dei rituali funerari delle primissime dinastie di cui, ad oggi, sappiamo ancora poco o nulla. Infatti, questo nuovo metodo di ricerca si prefigge di  promuovere un approfondito studio sulle mummie egizie per migliorare e contribuire allo sviluppo di studi e ricerche in archeologia, antropologia, paleopatologia ed in ambito medico.

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