home Mondo, News, Primo Piano Von der Leyen: “Dovrà essere il ‘decennio digitale’ dell’Europa”

Von der Leyen: “Dovrà essere il ‘decennio digitale’ dell’Europa”

Nel primo discorso della Commissione europea sullo stato dell’Unione 2020 davanti alla assemblea plenaria del Parlamento a Bruxelles, tanti i temi affrontati dalla presidente Ursula Von der Leyen: dalla sanità, al lavoro, fino alla lotta al razzismo.

In particolare Von der Leyen ha sottolineato che questo dovrà essere il “decennio digitale” dell’Europa: “Abbiamo bisogno di un piano comune per l’Europa digitale con obiettivi definiti da raggiungere entro il 2030 – afferma la presidente della Commissione europea – anche nei settori della connettività, delle competenze digitali e della pubblica amministrazione. E con principi chiari: il diritto alla privacy e all’accesso, la libertà di espressione, la libera circolazione dei dati e la sicurezza informatica”.

Sono tre le aree di intervento individuate sulle quali agire:

In primis, i dati: “L’Europa è stata troppo lenta e ora dipende da altri, ma questo non può ripetersi per i dati industriali. E qui c’è una buona notizia: in questo campo l’Europa è leader, abbiamo la tecnologia e l’industria di cui abbiamo bisogno. Ma la partita non è ancora vinta”, ha chiarito. La quantità di dati industriali nei prossimi 5 anni “si moltiplicheranno per quattro” e quindi “ora dobbiamo aiutare le nostre aziende, le Pmi, le start up e i ricercatori. I dati industriali valgono oro quando si tratta di mettere a punto nuovi servizi e prodotti.

I dati industriali ed economici quadruplicheranno nei prossimi cinque anni e l’80% di questi non è ancora utilizzabile. Fondamentale la loro sicurezza per il business digitale. Per questo abbiamo bisogno di data room condivise, ad esempio nel settore energetico o sanitario. Ciò rafforzerebbe i cluster di innovazione in cui università, aziende e istituti di ricerca possono accedere in modo sicuro ai dati e lavorare insieme. Questo è il motivo per cui costruiremo un cloud europeo nell’ambito del NextGenerationEU, basato su Gaia-X”.

La seconda area di intervento è la tecnologia e in particolare l’intelligenza artificiale: “Che si tratti di coltivazione di precisione in agricoltura, diagnosi mediche accurate o guida autonoma sicura, l’intelligenza artificiale ci aprirà mondi, ma anche questi mondi hanno bisogno di regole”.

Il terzo punto è l’infrastruttura. “Le connessioni dati devono stare al passo dei nostri ritmi di vita. Se ci impegniamo per un’Europa con pari opportunità di partenza, non può essere che il 40% delle persone nelle zone rurali sia ancora senza accesso a connessioni a banda larga ad alta velocità.

Le connessioni a banda larga sono il prerequisito per l’home office, lo studio da casa, lo shopping online e nuovi importanti servizi ogni giorno. E oggi è quasi impossibile costruire un’azienda o gestirla in modo efficiente senza connessioni a banda larga. I dati rapidi sono il prerequisito e un’enorme opportunità per il rilancio delle aree rurali. Solo così potranno realizzare il loro pieno potenziale e attirare nuovamente persone e investimenti”.

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