Torino è sempre più smart. Dopo essersi qualificata come una delle città italiane in cui la ricerca sui temi delle città intelligenti è più vivace e attiva, è partito il corso per formare gli amministratori delle Smart Cities. I 40 dirigenti e responsabili di amministrazioni pubbliche che partecipano al primo corso di specializzazione in Management delle Smart Cities si sono trovati infatti oggi per la prima volta in aula, inaugurando il corso con una lezione un po’ speciale: niente grafici e slides, ma pentole e forchette!
La prima lezione, infatti, è stata l’occasione per costruire il team attraverso una giornata trascorsa in cucina, per preparare una cena smart da offrire questa sera agli stakeholders coinvolti nel progetto e ai rappresentanti istituzionali delle amministrazioni e degli enti interessati dai progetti Smart Cities. I progetti Smart non possono che essere multidisciplinari, proprio come un piatto ben riuscito è dato dalla giusta combinazione di ingredienti differenti. Per di più, i patti cucinati questa sera e giudicati da una giuria di soggetti istituzionali tra cui il Rettore del Politecnico e il Prorettore dell’Università, l’Assessore Lavolta della Città di Torino e dirigenti di realtà e istituzioni del territorio e del MIUR, saranno espressione di una cucina smart, rispettosa dell’ambiente, di budget limitati e attenta ad evitare lo spreco.
Dopo questo primo momento di team building, il corso proseguirà in maniera più tradizionale, anche se, come sottolineano gli organizzatori, anche la metodologia didattica vuole essere smart e innovativa, molto legata a casi concreti. “Abbiamo previsto sei moduli: Visione strategica e pianificazione, incentrato su come cambia nella Smart City il modo di progettare il territorio; Organizzazione e management, aspetti fondamentali in una città intelligente; Ambiti e applicazioni, centrato sui modi in cui le tecnologie possono supportare lo sviluppo economico di una città; Strumenti regolatori e giuridici; Finanziamenti, cioè come reperire i fondi necessari per i progetti; Valutazione e comunicazione, aspetti più sociologici, da integrare con quelli tecnologici”, spiega Alberto De Marco, coordinatore del corso per il Politecnico. La multidisciplinarietà sarà la cifra distintiva del corso, come lo è nella costruzione e nell’attuazione dei progetti Smart Cities.
Il corso, finanziato da Inps-Ex gestione Inpdap, è stato progettato dal Politecnico, che ha il ruolo di coordinatore tecnico e operativo, insieme all’Università di Torino, sulla base dei temi emersi anche nel corso dell’analisi condotta dalla Città di Torino insieme all’ANCI. Il finanziamento ottenuto è di 72.000 euro: una somma che, oltre ai costi dei docenti, coprirà anche le spese delle borse di studio per i partecipanti. A Torino, infatti, studieranno partecipanti da diverse regioni d’Italia. Venti dei quaranta posti sono destinati ai dipendenti torinesi e alle amministrazioni di Genova e Bologna, che hanno sostenuto il progetto.
“La città intelligente deve intercettare i bisogni veri di inclusione sociale – ha commentato Mario Calderini, consigliere per l’Innovazione del MIUR durante la presentazione del corso – A guidare il processo non devono essere progetti nati all’interno degli atenei, ma, al contrario, le istanze della città, a cui la ricerca deve dare una risposta”.