Durante la prima fase della pandemia da Covid-19, gli ospedali hanno vissuto gravi carenze nei mezzi di supporto per contrastare l’insufficienza respiratoria acuta causata dall’infezione. Molti ospedali si sono indirizzati verso la ventilazione non-invasiva a pressione continua positiva (conosciuti come “CPAP”), che si è rivelata estremamente efficace nel supportare la respirazione spontanea.
Nonostante questo metodo si sia dimostrato essere la terapia ventilatoria più efficiente, presenta qualche criticità, ad esempio l’elevato consumo di ossigeno.
Per far fronte a questa emergenza il Politecnico di Torino e l’azienda APR hanno lavorato insieme per proporre una tecnologia innovativa, sostenibile, sicura ed efficace: DIVOC (Device for non-Invasive Ventilation with low Oxygen consumption in absence of environmental Contamination), un device per l’assistenza al respiro che sfrutta la tecnologia di ventilazione non invasiva a pressione continua.
DIVOC è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra Polito Bio Med Lab – PAsTISs (PArco delle Tecnologie Innovative per la Salute, Infrastruttura di Ricerca cofinanziata dalla Regione Piemonte) e l’azienda APR di Pinerolo, che ha condiviso la sua esperienza nella progettazione di equipaggiamenti per il settore aerospaziale.
Questa nuova tecnologia sarebbe particolarmente vantaggiosa se subito impiegata negli ospedali COVID, dal momento che è indipendente dalle centrali di distribuzione dei gas medicali; messe in crisi durante il lockdown.
Ad oggi i dispositivi i respiratori ospedalieri, oltre a richiedere elevate portate di aria e ossigeno compressi, disperdono nell’ambiente circostante aerosol ricco di agenti patogeni. Il prototipo, grazie alla chiusura del circuito di ventilazione pressurizzato, lavora con consumi irrisori di ossigeno e elimina nel contempo la pericolosa contaminazione ambientale.
“Un anno fa ci siamo chiesti come avremmo potuto essere d’aiuto in una situazione drammatica. APR, guidata dal suo spirito di innovazione, ha promosso un tavolo tecnico con le imprese, tra cui il leader aerospaziale Collins Microtecnica, che ci ha condotti fino a sviluppare un sistema che garantisce una maggiore efficacia delle terapie riducendo l’invasività e proteggendo il personale sanitario”, ha dichiarato Andrea Romiti, ceo di APR. “Ritengo che questo sia un gran esempio di collaborazione tra il mondo universitario e quello delle PMI e possiamo affermare che si tratta un prodotto non solo made in Italy ma orgogliosamente made in Piemonte”.