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Finanziamento di brevetti, al primo posto l’Università di Torino nella classifica del MISE

Primo posto per l’Università di Torino nella classifica nazionale per il finanziamento di Programmi di valorizzazione dei brevetti di Università, Enti Pubblici di Ricerca (EPR) e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS), previsti dal bando Proof of Concept (PoC) del MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico, e gestito da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Un po’ più indietro il Politecnico di Torino, che si è posizionato al dodicesimo posto.

Il bando Proof of Concept (PoC) ha l’obiettivo di sostenere un percorso di innalzamento del livello di maturità tecnologica delle invenzioni brevettate da soggetti appartenenti al mondo della ricerca, affinché possano diventare oggetto di azioni di sviluppo anche, e soprattutto, da parte del sistema imprenditoriale.

Il 2 ottobre verrà quindi aperto un bando all’interno dell’Università che prevede un cofinanziamento di 320.000 euro da dedicare a progetti di Proof of Concept per la valorizzazione dei brevetti di cui UniTo è titolare, al fine di innalzarne il livello di maturità tecnologica.

Il bando, denominato To.In.Pro.V.E./2020 – TOrino INtellectual PROperty Valorization and Enhancement, selezionerà circa 8 Progetti di Proof of Concept della durata massima di 1 anno, da cofinanziare al 50% in kind, attraverso la fornitura di attrezzature e materiali di consumo, o in cash, denaro contante. La spesa massima ammessa per singolo Progetto è di € 80.000 ed il contributo massimo richiedibile è perciò di € 40.000. Questo finanziamento ha l’obiettivo di realizzare internamente le attività volte ai miglioramenti tecnici di brevetti dell’Ateneo, in modo da poter offrire al mercato una tecnologia sufficientemente matura da poter essere considerata appetibile per investimenti da parte delle aziende.

Dal 2000 ad oggi i brevetti o domande di brevetto a titolarità o contitolarità di UniTo sono stati oltre 300, che hanno prodotto oltre 160 invenzioni protette con diritti di privativa industriale ideate all’interno dell’Università di Torino

I brevetti depositati in Ateneo rappresentano per lo più tecnologie inerenti alle scienze mediche, biologiche, biotecnologiche, chimiche, fisiche, geologie, agrarie e veterinarie. Negli ultimi 5 anni l’area medica e biologica è la più rappresentata. Secondo i dati dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico, l’Università di Torino è il secondo ateneo italiano, dopo l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” per numero di domande per invenzioni biotecnologiche depositate nel periodo 2008-2018.

“Il risultato conferma l’impegno del nostro Ateneo nella valorizzazione dei risultati della ricerca e dimostra il dinamismo della nostra comunità scientifica che svolge un ruolo sempre più centrale nel trasferimento dell’innovazione al mondo produttivo”, dichiara il Rettore dell’Università di Torino, Stefano Geuna. “Si tratta di un processo virtuoso che nasce con l’attenta selezione delle invenzioni più promettenti proposte dai nostri ricercatori e si concretizza con il trasferimento tecnologico. Un ulteriore tassello che rafforza la stretta sinergia tra Università di Torino e mondo produttivo”.

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