home News, Primo Piano Interpretare i sogni con la musica: un corso innovativo pensato da Irene Battaglini, Direttore della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm

Interpretare i sogni con la musica: un corso innovativo pensato da Irene Battaglini, Direttore della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm

La psicoterapia si insegna in molti modi, anche approfondendo la conoscenza della musica e del sogno. Per capirne di più, sabato 26 settembre dalle ore 10 alle ore 17 si terrà a Torino nello spazio Zip Workspace di via Belfiore 45/A il corso “Musica Onirica 2.0” a cura della Scuola Erich Fromm di Prato e Padova, docente il musicista e compositore Federico De Caroli.

Abbiamo incontrato la dottoressa Irene Battaglini, Direttore della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm Prato-Padova e del Polo Psicodinamiche, nonché docente dell’Aula clinica e titolare del corso “Lavorare con il sogno”.

Chi si rivolge alla vostra scuola e con quale finalità?

La nostra è una scuola di specializzazione post laurea in psicoterapia psicoanalitica, riconosciuta dal Miur con sede a Prato e Padova, e dal 2021 ci auguriamo di poter aprire anche a Torino.  Le aree di professionalità sono destinate non solo agli specializzandi ma – grazie all’agenzia di formazione Human Touch – ci rivolgiamo anche ad un pubblico più vasto ed eterogeneo, interessato a conoscere le piste di ricerca che abbiamo aperto inerenti le commessioni che riguardano linguaggi onirici e creativi. Ci rivolgiamo dunque a chiunque voglia sviluppare delle competenze soprattutto in ambito creativo.

Il vostro approccio si può definire dunque multidisciplinare.

Il nostro approccio è multidisciplinare ma la nostra è una multidisciplinarietà osmotica: non si tratta di una interdisciplinarietà classica e nemmeno di una dialettica fra più discipline, ma di una vera e propria osmosi che definirei ‘ai limiti della disciplina’, ovvero nelle aree di confine si individuano delle sovrapposizioni che ci permettono di aprire delle frontiere di dialogo. A proposito della dimensione onirica, questa è uno di quelli spazi della mente che, insieme all’ipnosi e agli stati modificati della coscienza, ci permette di accedere a delle vere e proprie matrix di rappresentazione, una realtà a cui normalmente non si avrebbe accesso.

Come è cambiata la vostra offerta formativa durante questa pandemia?

Siamo stati solerti nell’adeguare le procedure di erogazione, rispondendo alle richieste ministeriali ma ancor più ad un richiamo di responsabilità. Tuttavia, ora abbiamo la possibilità di accedere nuovamente ad una formazione in presenza, in modalità cosiddetta mista, che quindi permetta, con i dovuti distanziamenti di continuare con una erogazione in presenza, fornendo lo stesso servizio anche in streaming. Questa si è rivelata un’opportunità da cogliere anche dopo, sfruttabile da tutti coloro che sono impossibilitati a raggiungere le sedi scolastiche. Detto questo, alcune classi riteniamo che debbano essere comunque svolte in presenza, soprattutto nella formazione esperienziale e mi riferisco soprattutto alle tecniche di psicoterapia. Noi stessi abbiamo come docenti la necessità di reskill per rinnovare le competenze per l’insegnamento sul web, soprattutto quando insegniamo metodologie da impiegare successivamente sui pazienti. Noi su questo riteniamo di essere stati all’avanguardia: dall’inizio della pandemia, già a fine febbraio siamo partiti immediatamente con le lezioni on line.

Cosa può dirci sul prossimo webinar dedicato alla musica onirica?

Il corso nasce all’interno di un percorso formativo della Scuola che è quello che io coordino sull’interpretazione dei sogni e che si intitola “Lavorare con il sogno”. Ad un certo punto in questo modulo, che è inserito nella cosiddetta ‘aula clinica’, ci siamo accorti che lavorando con alcuni videoclip musicali, dei quali con il musicista De Caroli abbiamo elaborato una mappa interpretativa, l’interpretazione del sogno riusciva ad essere amplificata e soprattutto più efficace utilizzando anche lo stile musicale. Ci siamo resi conto che le immagini, un certo tipo di musica e il contenuto narrativo e cinematografico dei videoclip andavano a generare dei sottosistemi che aprivano ad una nuova ermeneutica sul sogno. Molti studiosi hanno lavorato su queste tematiche. Noi abbiamo, però, osservato che l’arte contemporanea, la musica generata in processi creativi assolutamente contemporanei, riesce ad aprire delle faglie nella coscienza e favorisce l’accesso a contenuti profondi, sepolti nel nostro immaginario e, che con una metodologia appropriata, la stessa indagine può essere applicata anche ai pazienti.   

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