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La torinese Photo B-Otic lavora con Eni a una tecnologia utile alla decarbonizzazione

La torinese Photo B-Otic, specializzata in ricerca e sviluppo nel settore delle biotecnologie e di cui la Cooperativa Arcobaleno è socia di maggioranza, ha stretto un accordo con ENI per una innovativa tecnologia per la fissazione della CO2 con microalghe e luce artificiale.  

Photo B-Otic è nata grazie all’iniziativa di MEG, Everbloom, Abel Nutraceuticals e della Cooperativa Arcobaleno. Proprio Arcobaleno, che da oltre 30 anni crea reddito e lavoro per persone impegnate in percorsi di recupero e riabilitazione, ha promosso questa iniziativa imprenditoriale frutto di un decennale lavoro di ricerca nell’ambito della nutraceutica e delle biotecnologie in collaborazione con il DIATI del Politecnico di Torino.

Il nostro impegno – commenta Tito Ammirati, Presidente di Arcobaleno – è promuovere la ricerca insieme a prestigiosi partner accademici, come Università e Politecnico, finalizzata alla produzione industriale per creare occupazione, valore economico e nuove prospettive per le persone che coinvolge. In quanto Cooperativa, la sfida che ogni giorno ci troviamo ad affrontare è infatti trovare un equilibrio tra dimensione ambientale, ritorno economico e valore sociale. Accordi come quello con ENI dimostrano che la direzione verso cui stiamo andando è quella giusta e ci auguriamo che Photo B-Otic continui a sviluppare tecnologie all’avanguardia nell’ambito della sostenibilità ambientale”.

Photo B-Otic è una società giovane in rapida crescita – commenta il Presidente Fabio Passarelliche nel prossimo futuro prevede uno sviluppo nell’ambito delle biotecnologie in collaborazione con il dipartimento DIATI del Politecnico di Torino e il coinvolgimento di biologi, biotecnologi e ingegneri. Ci auguriamo che la collaborazione con ENI sia solo la prima di una lunga serie di partnership”.

I vantaggi della tecnologia sviluppata da Photo B-Otic e utilizzata da ENI risiedono nell’elevata efficienza di fissazione della CO2 che contribuisce alla decarbonizzazione e all’economia circolare perché la CO2 recuperata viene utilizzata per la produzione di farina algale per mercati alimentari/nutraceutici, e/o bio‐olio utilizzabile come materia prima nelle bio‐raffinerie.  

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